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Il nome LED deriva dall'inglese Light Emitting Diodes. Il diodo ad
emissione luminosa è composto da diversi strati (layer) di materiale
semiconduttore e le sue dimensioni sono di poche centinaia di micron. Uno
strato è detto di "tipo n" (ricco di atomi che rilasciano
elettroni) e uno di "tipo p" (ricco di atomi che catturano
elettroni e lasciano al loro posto delle "buche" di carica
positiva). Tra i due strati menzionati c'è uno strato attivo neutro.
Applicando una tensione qui confluiscono gli elettroni e le buche che
ricombinandosi emettono luce.
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La luce generata è monocromatica. Il colore dipende dal materiale
utilizzato: la luce bianca, per esempio, viene generata da una conversione
di luminescenza; un'emissione di luce blu viene sfruttata per ottenere in
risposta un'emissione gialla.
L'Osram è produttore dei semiconduttori (stabilimento di Regensburg in
Germania) e per i moduli LED utilizza la tecnologia
SMT (Surface -
Mount - Technology) con la quale il semiconduttore è montato in un package
nel quale è realizzato il collegamento elettrico.
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