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FIBRE OTTICHE  

Una fibra ottica convenzionale è un cilindro di vetro o di materiale plastico, lungo, trasparente, flessibile a sezione circolare o ellittica.Nella forma più semplice, la fibra ottica è costituita da due strati coassiali: il nucleo centrale o core, all’interno del quale è trasportato il flusso luminoso, e la guaina o cladding.Al fine di evitare che la luce non scappi dalla fibra, si dà alla guaina un indice di rifrazione inferiore a quello del nucleo (normalmente assai prossimo all’unità). In sostanza la fibra è una guida che conduce la luce da una sorgente verso un punto prestabilito che si vuole illuminare.Le onde elettromagnetiche, di cui si compone la luce, vengono trasmesse lungo condotti, costituiti da fibre ottiche, mediante un susseguirsi di riflessioni delle stesse dalle pareti del condotto al nucleo e viceversa.Questo significa che i condotti che “trasportano” la luce non sono attraversati da corrente elettrica e quindi sono assolutamente sicuri.     Con appositi filtri le fibre permettono di controllare l’emissione di raggi infrarossi e quindi di eliminare le emissioni di calore e allo stesso tempo di evitare l’emissione di raggi ultravioletti (evitando i rischi di corrosione dei colori degli oggetti illuminati). L’utilizzo di un sistema a fibre ottiche, come fonte di illuminazione, rende possibile l’impiego  in campi dove fonti di illuminazione tradizionale non sono possibili. L’assenza di corrente elettrica nei cavi, che rimane “confinata” nell’illuminatore, offre degli spazi applicativi in ambienti umidi, mentre l’assenza di radiazioni nocive, di cui la luce è tradizionalmente satura, fa si che le fibre ottiche abbiano una grande diffusione nel settore museale. Infine il controllo, il direzionamento e il cambio colore ne fanno un sistema ideale per applicazioni o allestimenti scenografici, cieli stellati decorazioni e insegne. Tali sistemi a fibre ottiche hanno dei costi iniziali superiori a quelli di impianti tradizionali però portano a notevoli economia nella gestione dell’impianto sia nel consumo di energia sia nella ridotta manutenzione e comunque rendono possibili delle soluzioni innovative impraticabili  con altri mezzi. 

Un sistema a fibre ottiche per illuminazione si compone di:    

  • illuminatore 

  • fascio (bundle) di conduttori a fibre ottiche

  • faretti                   

L’illuminatore è costituito da una scatola contenente l’alimentatore, la sorgente luminosa, i filtri cromatici, una ventola di raffreddamento e le parti ottiche necessarie a convogliare i raggi luminosi all’interno dei condotti.   A seconda delle applicazioni possono variare le caratteristiche e le dimensioni degli illuminatori che possono essere suddivisi in due tipologia a seconda del tipo di lampada.Tra i più diffusi ci sono quello con lampada a ioduri metallici HQI e quello dicroico.  Il primo è adatto per situazioni dove è necessario intervenire con  quantità di luce piuttosto elevate, mentre l’illuminatore dicroico si presta per quelle applicazioni nelle quali lo spazio a disposizione per lo stesso è piuttosto ridotto.

Per ottenere variazioni di colore prestabilite si possono interporre tra il connettore e la lampada dei dischi rotanti multicolori.Per poter funzionare in modo ottimale l’illuminatore deve essere inserito in uno spazio nel quale deve essere garantita una buona areazione con griglie o dissipatori di calore, onde evitare aumenti incontrollati di temperatura dannosi per il sistema in quanto, a differenza dei condotti ottici e delle teste di luce, nell’illuminatore viene prodotto molto calore.

 All’illuminatore viene collegato il fascio di conduttori di fibre ottiche che si compone di una serie di conduttori di pari o diverso diametro, raccolti ad una estremità della fibra in un unico dispositivo chiamato connettore comune ed aventi all’altra estremità un terminale o rivetto in ottone per il fissaggio su supporti fissi o orientabili, nel caso di fibra in PMMA non inguainata la fibra viene fissata con colla su un supporto e tagliata a raso.Il diametro delle fibre ottiche può variare a seconda dell’intensità del fascio luminoso richiesta. I materiali idonei per la costruzione di guide di luce sono il PMMA (polimetimetacrilato) e cui  fibre  sono dette anche fibre sintetiche e le fibre di vetro, entrambi garantiscono la riflessione totale  dei raggi luminosi e dispersioni minime.        Le fibre ottiche vengono assemblate in fascetti, sino ad ottenere il diametro ottico desiderato, ed inserite in un cilindro che ne costituisce il rivestimento. Come anticipato sopra, per ottenere i migliori rendimenti, il nucleo deve avere un indice di rifrazione superiore a quello del rivestimento o involucro. Nel caso di impiego del vetro le fibre sono costituite da filamenti del diametro di circa 50 micron inguainati in cilindri, anch’essi di vetro, ma con indice di rifrazione diverso.     Le singole fibre vengono poi riunite in fasci che ne aumentano la consistenza e che sono chiamati “guide ottiche” o code e suddivise in size (da 1 a 24 le più usate).   Il materiale ottico viene poi classificato  a seconda della perdita di carico di luce per chilometro; ad esempio una vibra di vetro siglata 150dB significa che subisce una perdita di carico di luce di 150 decibel per chilometro. Per garantire resistenza meccanica alle fibre e permettere allo stesso tempo una buona flessibilità, i conduttori sono rivestiti da una guaina in PVC autoestinguente o in gomme di siliconi. Ad esempio in una coda di fibra di vetro size 24 – diam. interno 6 mm. ci sono circa 10.000 fili di vetro da 50 micron. La lunghezza dei condotti in impianti di tipo standard è di circa 2, 3 mt. ma è consigliabile non superare i 10 mt.  di lunghezza in quanto l’efficienza luminosa delle fibre ottiche tende a ridursi del 2/2,5% per ogni metro di condotto utilizzato. Particolare attenzione deve essere posta nel curvare le fibre, poiché può accadere che il flusso luminoso esca dall’interno della fibra. Esiste un limite di curvatura, normalmente precisata dal costruttore, che è un multiplo del diametro della fibra (normalmente 4 volte il diametro). La luce che si propaga dal terminale della fibra è direzionale, cioè è contenuta in un cono di emissione il cui asse principale coincide con l’asse del segmento finale della fibra. L’ampiezza del cono è di circa 50° che, mediante lenti, può essere ridotta fino a 10°.  Sul terminale dei condotti vengono poi fissati dei faretti dotati di sistemi di ancoraggio  che consentono di fissare la fibra agli elementi dell’ambiente  d’installazione (soffitti, pareti, strutture, pareti di piscine), di orientare il fascio luminoso ed eventualmente, con l’ausilio di lenti, convergere il fascio luminoso in un punto ben preciso. Esistono anche fibre ottiche ad emissione laterale, che cioè emettono luce uniforme su tutta la lunghezza del cavo; Sono composte da una monofibra in PMMA inguainata con PVC trasparente (tipo Lumenyte)  oppure in matasse di fibre di diam.  0,75 mm o 1 mm. o vetro da 50 micron intrecciate fra loro e inguainate sempre con PVC trasparente (tipo Supervision,  Fiberstar e Schott).Hanno un diametro variabile dai 2,2 mm. ai 16 mm.

I campi di validità d’uso delle fibre ottiche sono:     

  • ambienti a rischio (di esplosione, incendio ecc.), in cui sia più conveniente trasportare la luce che l'elettricità

  • ambienti d’arte nei quali la presenza di radiazioni ultraviolette o infrarosse è            considerata nociva per la conservazione delle opere;

  • apparecchiature bio-medicali; 

  • piscine, fontane e specchi d’acqua;                                                                           

  • illuminazione di vetrine ed espositori;                                                                            

  • insegne;                                                                                                                           

  • cieli stellati, effetti decorativi, scenografie ecc.

 I limiti delle fibre ottiche sono riscontrabili nella produzione di livelli di illuminamento piuttosto bassi, che le rendono non adeguate per l’illuminazione generale di ambienti estesi, o negli esterni quando vi è luce diurna, essendo più adatte per l’illuminazione di ambienti semibui o per un tipo di illuminazione segnaletica. Altri limiti sono l’alto costo iniziale per la realizzazione di un impianto a fibre ottiche e la scarsa conoscenza del prodotto da parte degli installatori.

Applicazioni delle fibre nel settore delle insegne luminose

Insegne a  cassonetto con frontale in plexy o PVC decorato con vinile – il frontale viene forato (a mano o con fresa)  in corrispondenza delle bordatura delle lettere o all’interno delle stesse o sparse a mò di cielo stellato. I fori sono realizzati con punte  da 0,5 mm a 3 mm. di diametro e su ogni foro (distanziato da 0,5 a 2 cm. uno dall’altro) vengono inserite fibre ottiche in PMMA non inguainate di pari diametro del foro. Queste vengono incollate al pannello con della colla epossidica bicomponente e all’interno del cassonetto raggruppate su un connettore e fissate ad un illuminatore con lampada dicroica dai 50 ai 75W. Le fibre sul frontale del pannello vengono tagliate a raso.

Illuminazione di profili di edifici – percorsi ed altro

In queste applicazioni si utilizza il cavo Sideglow ad emissione laterale con illuminatore con lampada da 150W HQI – tale cavo ha una luminosità costante su circa 20/30 mt. con il cavo collegato ad anello oppure ponendo gli illuminatori alle due estremità del cavo posso coprire una distanza fino a 30 mt. Non è consigliabile il suo utilizzo per creare delle scritte tipo neon sagomato perché l’effetto non è paragonabile a quello tipico del neon.

La filosofia nell’utilizzo di questa, come delle altre sorgenti luminose, è improntata sulla conoscenza tecnica approfondita di tutte  le fonti luminose da parte di chi deve progettare e/o installare sistemi luminosi.

Questo permette di scegliere, di volta in volta, la sorgente più adatta alle condizioni dell’applicazione.